Informazioni

BOX SANDRO LOMBARDI
4 spettacoli e 2 piacevoli conversazioni con Sandro Lombardi
> € 40,00

Acquistabile on-line e in biglietteria a partire dal 19 settembre 2017

PREZZI BIGLIETTI
posto unico non numerato > € 15,00

Per tutti i biglietti sono previste le seguenti RIDUZIONI:
- SOCI COOP: 20%
- OVER 65 e CONVENZIONI: 30%
- UNDER 25: 40%
- DISOCCUPATI e CASSINT.: 50%
- ACQUISTO ON-LINE: 5% (sul prezzo intero o ridotto)
- LAST MINUTE: 50% sul prezzo intero -non cumulabile con altre riduzioni- acquistando al botteghino nei 15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo



> http://ticka.metastasio.it
> Biglietteria Metastasio
via Cairoli 59, tel. 0574/608501
> Circuito Box Office
tel. 055/210804
> Tabaccheria Bigi Prato
via Bologna 77, tel. 0574/462310

acquista biglietto

Spettacolo

6 maggio 2018 | ore 16.30 | Teatro Magnolfi

Sandro Lombardi legge

MATER STRANGOSCIÀS

di Giovanni Testori

 

A chiusura di questo trittico che a suo modo racconta una sorta di Inferno-Purgatorio-Paradiso (terminando il primo pannello con una bestemmia, il secondo con l’attesa di una rivelazione, e il terzo con un 'sì' umile e amorevole alla chiamata del Signore) Testori mette in scene Maria di Nazareth, la quale inizia dichiarando la sua pochezza e scusandosi di essere poco esperta nell’arte della recitazione.
Dopo la situazione anche linguisticamente fastosa e barocca di Erodiàs, ecco questa asceticamente umile di Mater strangosciàs. Tutta proiettata in un clima guittesco da teatro di varietà la prima, e ripiegata nell’abnegazione da 'teatro povero' di una cantina la seconda. Nella loro opposizione i due monologhi necessitano l’uno dell’altro e trovano un’entità individua solo nel loro accoppiarsi. Comune è il riferimento biblico e lo sfondo di una Palestina che si sovrappone agli orizzonti splendidissimi della grande Milano. Comune è l’infittirsi di una sorta di dialogo in cui le due donne danno voce anche agli altri personaggi, interloquendo fittamente la prima con Giovanni Battista, Erode e Salomè, la seconda con il figlio Gesù, i pastori e l’angelo. Man mano che la percezione dell’abisso si fa più stringente, cadono gli ultimi guizzi di guitteria, quelli che ancora permettono a Erodiàs di indulgere in canzonette, in tanghi «e poi anca slou, slou e poi anca rock», mentre la lingua si semplifica e si restringe, sempre più vicina alla cupa oscurità di un dialetto dell’anima.