LE ARTI, LA SCENA

Ciclo di incontri per insegnanti e operatori a cura di Edoardo Donatini


Le arti, la scena rappresenta una sezione cardine del progetto MET Ragazzi.
I dialoghi con autori, artisti e registi hanno creato in questi anni momenti di confronto indispensabile per gli insegnanti e operatori che hanno partecipato agli incontri programmati.
La ricerca continua e l’analisi sul rapporto tra il teatro e le arti contemporanee, in riferimento al mondo dell’infanzia, ha portato ad una rinnovata proposta con nuovi momenti di riflessione che rinnovano costantemente l’impegno progettuale.

 

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione. MASSIMO 40 PARTECIPANTI.

Riconosciuto come organismo formativo dalla Regione Toscana - codice P00913.

 

Per informazioni e iscrizioni:
Simona Passi - 0574/608531
Mauro Morucci - 0574/608519
teatroragazzi@metastasio.it

Laboratori per INSEGNANTI e OPERATORI

 

 

Societas

IL METODO ERRANTE di Chiara Guidi

Premessa
Dagli anni Novanta, Chiara Guidi ha ideato originali forme di teatro per e con l’infanzia generando un teatro d’arte infantile conosciuto non solo in Italia e in Europa ma anche in paesi quali Giappone, Cile, Australia, Taiwan, Corea. Un percorso che fonde il teatro e il gioco, facendo della scena un luogo franco per la sperimentazione e la conoscenza diretta del mondo da parte dei bambini e degli stessi adulti, insegnanti, genitori, attori.
La pluriennale ricerca iniziata con la Scuola sperimentale di teatro infantile (1995-1998), cresciuta negli anni con le regie e i laboratori, è all’origine della creazione di Puerilia (giornate di puericultura teatrale che si tengono annualmente al Teatro Comandini di Cesena), e culmina oggi nel Metodo errante.

Da ciò che si conosce a ciò che non si conosce
Con il Metodo errante Chiara Guidi mette in gioco i due fronti della rappresentazione, l’azione e la ricezione, includendo nell’atto scenico lo sguardo dei bambini e la loro tendenza spontanea a prendere iniziative. Punto di partenza è la creazione di una relazione tra attori, educatori e bambini sul terreno delle arti performative per invertire, errando, la dinamica didattica, andando da ciò che si conosce a ciò che non si conosce. In questo modo il teatro aderisce alla forma di conoscenza inventiva e pragmatica praticata dai bambini, rifiutando lo stereotipo della fantasia infantile per assumere la procedura primitiva del loro sguardo tattile.
L’arte invita a ripensare la realtà, e si nutre di particolari domande nel contesto contemporaneo di entropia e di degrado diffuso delle immagini. I principi compositivi della fiaba ci trasformano e spostano lo sguardo, lo rendono diverso, chiamano a una coscienza altra del nostro pensiero, suscitando uno sguardo obliquo e maieutico, che si realizza nella relazione. Il metodo errante mette a fuoco tali relazioni in tre movimenti: il laboratorio con gli attori, lo spettacolo con il coinvolgimento dei bambini, e gli incontri con gli insegnanti delle classi che parteciperanno.

 

I tre movimenti
Gli attori che partecipano al laboratorio vengono coinvolti nella definizione di una struttura drammaturgica essenziale, messa in scena successivamente con l’intervento attivo dei bambini. Errando, pur mantenendo salda la meta, il metodo strutturalmente chiama questi ultimi ad agire e, per rispondere alle variabili da loro introdotte nel corso dell’azione scenica, cerca di mantenere un preciso ordine narrativo per non scadere in un semplice gioco di improvvisazione. Errando, bambini e attori si incontrano in uno spazio che sorge dalla loro relazione, si pongono nel punto in cui la visione genera domande, realizzano insieme il passaggio sotterraneo dal noto all'ignoto, la relazione tra arte e reale, e scoprono in modo nuovo ciò che già conoscono.

 

Il metodo errante - di cui il laboratorio e lo spettacolo costituiscono due dei tre movimenti - si completa con un terzo movimento, dedicato agli insegnanti delle classi che prenderanno parte allo spettacolo, che si sviluppa in due incontri, uno prima e uno dopo l’esperienza. Scopo di tali incontri non è quello di spiegare agli educatori le forme di questo teatro, ma di avvicinarli alle possibilità di un fare che invece di rispondere alle domande le genera. Gli insegnanti sono chiamati a rielaborare l’esperienza in ambito didattico risvegliando altre questioni, apparentemente distanti dall’oggetto scenico, immaginando altre storie e altre azioni, interrogando con fiducia la propria ispirazione e quella dei propri interlocutori bambini. La narrazione che ne scaturirà si attarderà sui particolari e sui rapporti che circondano le cose preservando la forza in potenza che l’esperienza racchiude, per dare voce a quei molteplici livelli di realtà che solitamente una forma comporta. Solo in questo modo il racconto rende conto del mondo e lo preserva

TEATRO FABBRICONE
11 gennaio 2018 ore 17.00

 

Teatro Gioco Vita

L’ODISSEA RACCONTATA AI RAGAZZI

a cura di Flavio Albanese

Un incontro informale con Flavio Albanese, durante il quale l’autore, regista e interprete di Canto la storia dell’astuto Ulisse, racconta il suo viaggio nel mondo dell’Odissea e le scelte drammaturgiche operate tra parole e suggestioni sonore e visive. Occasione per affrontare i temi del rapporto tra mito e mondo dell’infanzia, del viaggio come metafora di conoscenza di sé e dell’altro, della ricerca dell’ignoto. Molteplici chiavi di lettura e di approfondimento da utilizzare anche in sede didattica.

TEATRO METASTASIO
23 febbraio 2018 ore 17.00

 

Compagnia delle Meccaniche Semplici

ALICE NELLA SCATOLA DELLE MERAVIGLIE 

Il "passaggio in atto" e i "metodi di rappresentazione dell'immaginario"
Lavorare a questo spettacolo ha significato per noi riflettere molto a lungo su questi temi. L'incontro vuole essere un momento di scambio di esperienze e punti di vista a riguardo.

 

Il contenuto dello spettacolo: da piccoli bambini a piccoli adulti, il passaggio in atto
Il Cappellaio e il suo ‘Imbranato’ assistente, lo Stregatto, inscenano un sogno che descrive ironicamente l'arduo e confuso passaggio in atto tra l’immaginario di bambina e quello di ragazza che inevitabilmente Alice vive per la sua età. La protagonista si ritrova in un mondo assurdo, difficile da capire, un mondo che sembra non appartenerle... perlomeno non ancora...

 

Il metodo utilizzato: Le Meccaniche Semplici, sorprendere e stimolare allo stesso tempo
Cartone, stoffa, legno, grande ingegno e tanta fantasia ed ecco comparire campi di carote, mari in burrasca, e porte che si muovono da sole! L'obiettivo è divertire e al contempo stimolare la mente dei giovani spettatori, sorprendendo da un lato e svelando dall'altro, ‘auto-creando’ gli spazi e le ambientazioni davanti ai loro occhi. Trucchi e trasformazioni a vista, semplici ma efficaci, come ‘Inganni Palesati’, tramite i quali i bambini pur rimanendo immersi nell'atmosfera magica dello spettacolo, vengono spronati a scoprire le ‘Meccaniche Semplici’ che sono dietro alla messa in scena.
Viene dunque mostrato, ai piccoli fruitori, un metodo per rappresentare nella realtà ciò che la fantasia propone. Delle soluzioni tangibili per dare una forma reale e comunicare ciò che la mente crea. 

TEATRO FABBRICONE
15 marzo 2018 ore 17.00

 

Teatro Koreja

ATTRAVERSARE LA CURA

L’educazione sentimentale è una pratica che affonda le sue radici all’interno del concetto della cura. Cura di sé e dell’altro.
In greco epimeleia è soprattutto attenzione: per ciò che accade dentro e fuori di noi, per il dettaglio, per le piccole cose. La cura diventa così un tipo particolare di sguardo sul mondo, sulle cose, sulle azioni che si compiono. Diventa una pratica dell’agire con attenzione, esercitando in ogni momento la scelta. La formazione alla cura è, in questo senso, innanzitutto formazione a un’attenzione rinnovata, a una presenza nella relazione -che parte da sé, dall’ascolto di ciò che diviene dentro di noi. La prima cosa da fare è praticare: esercitarci alla cura, qui e ora. In questo, la pratica teatrale è strumento privilegiato e prezioso.

Pratica:

  1. Presentazione di sé
    Attraverso esercizi di scrittura autobiografica, di uso del corpo nello spazio, si aziona: ASCOLTO, SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO, PENSIERO RIFLESSIVO, PENSIERO METAFORICO.
  2. Creazione del gruppo
    Esercizi di relazione e contatto, uso dello spazio e del ritmo, movimenti corali. Si aziona: EMPATIA, RISPETTO, ASCOLTO, RICONOSCIMENTO, FIDUCIA.
  3. Ricerca temi di lavoro
    Attraverso esercizi di scrittura, di improvvisazione teatrale, si condividono con il gruppo concetti e temi da sviluppare.
  4. Improvvisazione teatrale
    Per mezzo degli strumenti appresi, i temi diventano oggetti di rappresentazione teatrale. Si aziona: PENSIERO METAFORICO.

TEATRO FABBRICONE
27 marzo 2018 ore 17.00

 

Laboratori per INSEGNANTI, OPERATORI e per le SCUOLE

Aline Nari

COS’ERO IO PRIMA DI ESSERE IO?

Laboratorio per gli insegnanti delle Scuole per l’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado

Un laboratorio in cui danza e filosofia sono gli strumenti per indagare nuove metodologie educative e aprire lo sguardo ai nuovi orizzonti di senso sollecitati dal mondo infantile. Grazie alla collaborazione della coreografa e insegnante Aline Nari con esperti di Filosofia con i bambini e narrazione per l'infanzia, il laboratorio si inserisce in un percorso di ricerca in cui vengono messe a confronto pedagogie diverse e complementari per aiutare il bambino (come l'adulto) nel suo percorso verso la consapevolezza e l'integrazione corpo-mente, logica e sentimento. In entrambi gli approcci ciò che si indaga è una condizione di ascolto e di intimità, quella in cui trovano spazio le domande originarie: uno spazio in cui si può alimentare la consapevolezza e illuminare una diversa narrazione di sé.

TEATRO MAGNOLFI - Sala Polivalente
16 e 17 novembre 2017 ore 17.00

 

Patrizia Menichelli e Arcadia Ars In

ABITARE L’IMMAGINARIO NOTTURNO DELLE FIABE

Come risvegliare la nostra creatività attraverso i luoghi immaginari delle fiabe?

Attraverso lo spazio della notte e del buio partiamo come esploratori e ci dirigiamo verso quei luoghi magici che chiamiamo ‘l’immaginario notturno delle fiabe’, luoghi sognati, vagheggiati ma anche reali, costellati da sensazioni magiche e da timori e turbamenti. Luoghi che ci attraggono ma al contempo ci insospettiscono e ci fanno sentire insicuri.

La nostra riflessione sulla poetica dello spazio, dunque, va nella direzione di un luogo ‘magico- scuro’ abitato, che a sua volta invita a visitarlo ed abitarlo, dove la nostra intuizione e percezione è messa alla prova nel decifrare impressioni, simbolismi e tracce. Riuscire ad entrare in contatto con questi luoghi e ad oltrepassarli ci restituisce forza ed esperienza.

L’esercizio di ‘Abitare’ un immaginario ci fa sentire parte di esso allenandoci a costruire la nostra sensibilità. In questo caso la cornice della fiaba (ne sceglieremo un paio approfondendo le parti della storia ambientate nella notte) ci attrae in un territorio più ambiguo, quello notturno, dove far esperienza. Come far pratica, quindi, e costruire l’ingresso nello spazio magico della notte? Come facilitare l’incontro fra i ‘luoghi notturni’ delle fiabe e i bambini?

TEATRO MAGNOLFI
1 e 2 febbraio 2018 ore 17.00

 

Antonio Panzuto

LA CITTÀ INVENTATA

Laboratorio guida per insegnanti sulla pratica della messa in scena

Affiancato allo spettacolo teatrale L’atlante delle città, ispirato a Le città invisibili di Italo Calvino, La città inventata è un breve workshop che aiuta ad affrontare i problemi e le pratiche della messa in scena dal punto di vista della scenografia. 

Non è facile saper vedere una città: essa è materia scolpita nel tempo, il risultato di una visione d’insieme, prodotto di impronte, ricordi e fantasie, è ‘cosa umana’, citando Argan: la protagonista assoluta delle nostre esistenze, dei nostri giorni e dei nostri sogni.

La materia ci aiuta alla percezione teatrale e il workshop vuole essere un contributo per gli operatori scolastici, con la presa in esame di elementi e sequenze, di possibili invenzioni, legate allo studio e alla visione del palcoscenico, in un confronto tra letteratura ed immagine, tra forma e concezione estetica.

L’obiettivo, pur racchiuso in pochi incontri, è ispirare progetti, idee, materiali, esempi, motivi e possibilità, attivando un metodo di lavoro creativo, personale che può essere facilmente adottato e trasmesso nel lavoro con i ragazzi.
Anche attraverso la visione di trailer cinematografici e video di artisti che hanno affrontato questo tema, troveremo alcuni modelli di messa in scena della città, trasformandoli in materia fotografica e progetto visivo.

TEATRO FABBRICHINO
15 e 16 febbraio 2018 ore 17.00

 

Lili Terrana

RICIC’ARTE!

Il laboratorio, condotto dall’illustratrice e scenografa francese Lili Terrana, rappresenta un’occasione pratica per inventare e creare opere d’arte con materiali di riciclo come il cartone, materiale povero che si dimostra in questo contesto ricco di potenzialità. In questo percorso le insegnanti esploreranno diversi modi di creare in 2D e 3D costumi, modelli e illustrazioni facili da realizzare nel rispetto dell’ecologia. L’incontro si articolerà in due parti: presentazione del suo lavoro & workshop, con cartone, colla e inchiostro!

TEATRO MAGNOLFI
10 e 11 aprile 2018 ore 17.00

 

LABORATORI IN CLASSE

Kinkaleri

I Love You TOSCA

fascia d’età: da 7 anni in su
durata: 60 min

In parallelo alla creazione dello spettacolo I Love You TOSCA, ultima produzione della trilogia pucciniana dedicata all'opera lirica per un pubblico dell'infanzia, Kinkaleri vuole costruire un percorso di avvicinamento al momento spettacolare che coinvolga alcune classi della scuola primaria. Il laboratorio vuole affrontare la visione dell’opera lirica e in particolare il lavoro di messa in scena della compagnia attraverso forme diverse di coinvolgimento attivo, privilegiando con i ragazzi metodologie innovative e non convenzionali che restituiscano in diverse forme una visione contemporanea dell’infanzia.

Il progetto coinvolgerà 4 classi della Scuola Primaria nel periodo di fine marzo.

 

AGITA TEATRO

A CAVALLO.......DELLO SPETTACOLO

a cura di Siliana Fedi

Didattica della visione per il giovane pubblico

“Andiamo a teatro!”.
Che bello! Si esce da scuola e si vive un’esperienza nuova e, forse, divertente.
Ma l’andare a teatro può anche diventare indimenticabile e far nascere nelle giovani generazioni l’amore per questa antica e intramontabile forma artistica.
Per questo è indispensabile creare aspettativa e sensibilizzare i bambini allo spettacolo che andranno a vedere.
Insieme entreremo nello spazio ‘magico’ dove tutto può accadere ed uscirne con un piccolo bagaglio di esperienza in più.
Torneremo a scuola e proveremo a rielaborare le emozioni, le sensazioni e i pensieri sperimentati a teatro.
Per ogni gruppo è previsto:

  • un incontro a scuola prima dello spettacolo
  • l’accoglienza e l’accompagnamento a teatro da parte dell’operatrice
  • un incontro a scuola dopo lo spettacolo.